Viktòria: recensione del romanzo di Vincent Abberline

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Io devo delle scuse e utilizzerò questo mio scritto per porgerle. Innanzitutto devo delle scuse alla casa editrice Graus Editore, alla quale avevo assicurato al celerità della recensione che sto per presentarvi, devo delle scuse a voi pochi che mi leggete, perché è da più di un mese che non scrivo nulla sul blog e sempre più di rado penso anche solo a quale articolo posso presentarvi. Infine devo delle scuse al mio blog, perché l’ho praticamente abbandonato. Non faccio promesse al momento perché sono incasinatissima, ma mi auguro di poter essere un po’ più presente, almeno sulla pagina facebook (che trovate QUI).

Ora però credo sia arrivato il momento di recensire Viktòria, il romanzo horror di Vincent Abberline, edito da Graus Editore. Ho ricevuto questo romanzo all’inizio del mese e l’ho letto in pochissimo tempo, ma poi è stato proprio il tempo a mancarmi per elaborare una buona recensione. Finalmente sono qui, l’attesa è finita!

Tra le fredde montagne dell’Ungheria, sorge un antico convento. Qui, tra testi sacri e misteri, si forma il giovane Nataniele, discepolo di Padre Jòzsef. Ignaro della realtà al di fuori delle mura, Nataniele viene inviato in missione dal maestro, in qualità di cronista e sacerdote di una compagine di cavalieri. Sarà così catapultato in un mondo dove nulla è come sembra, popolato da creature ultraterrene, malefici e traditori. Sullo sfondo di un’epica battaglia tra armate cristiane e turchi invasori, Nataniele conoscerà Viktòria, emblema sovversivo della crudeltà degli uomini. Da questo incontro la sua vita cambierà per sempre e imparerà che, per avere giustizia, dovrà cercare a fondo le verità messe a tacere.

Quando ho letto la trama del romanzo di Abberline mi sono convinta subito a leggerlo, così durante il viaggio da casa all’università e dall’università a casa, ho divorato lo scritto. Innanzitutto, Viktòria si legge davvero in pochissimo tempo, perché è un romanzo di circa 200 pagine, senza punti morti.

Quando però ho scelto di leggere Viktòria mi aspettavo un romanzo completamente differente. Innanzitutto, non credo che il termine “horror” sia il più adatto per definire lo scritto. C’è un po’ di tensione, che però viene smorzata dalla troppa foga dello scrittore di scrivere tutto e subito, mettendo al corrente il lettore anche dei segreti chiave, che avrebbero creato un’ottima suspence e un risvolto interessante alla storia, se solo fossero stati svelati a tempo debito. In Viktòria scopriamo tutto fin dal primo capitolo, con un racconto più che dettagliato in uno dei primi dialoghi dei personaggi protagonisti.

La vicenda raccontata, poi, si sviluppa in pochissime pagine, tanto che dopo la conclusione di tutto, mi sono chiesta cosa mai potesse essersi inventato lo scrittore per continuare la trama. La prima parte, nonostante sapessi come andasse a finire – perché l’autore conduceva il lettore verso lo sviluppo della trama senza alcun tipo di tensione – mi è piaciuta più della seconda, dove il tutto sembrava messo lì solo perché bisognava allungare un po’ il brodo.

Un romanzo da cui mi aspettavo di più, perché la copertina e la trama incuriosiscono davvero tanto, ma che mi ha deluso. Avrei preferito perdere anche un po’ più di tempo nel leggere il libro di Vincent, ma almeno essere sconvolta dai personaggi, dalle situazioni create, piuttosto che leggere in modo apatico, non sentendomi coinvolta nei sentimenti dei personaggi e nello sviluppo della storia.

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