Spider-Man: Homecoming – recensione dell’ultimo film della Marvel

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Se fate parte di quella cerchia di fan che credono di andare al cinema e vedere l’ennesima riproduzione della nascita di Spider-Man, vi sbagliate di grosso, In questo film – ambientato dopo gli eventi di Civil War – è mostrato come l’adolescente Peter Parker vive la sua condizione di supereroe.

Dopo la battaglia di New York (avvenuta nel primo film degli Avengers), Adrian Toomes (Micharl Keaton) – insieme alla sua squadra – lavora per sistemare la torre degli Avengers. Interviene una nuova squadra assunta da Tony Stark che ordina ad Adrian e i suoi di andar via, sospendendo qualsiasi lavoro. La squadra di Toomes, scoprendo di non aver consegnato della merce, crea delle armi nucleari da vendere, mentre il loro caposquadra si crea delle ali e diventa l’Avvoltoio.

Risultati immagini per spiderman homecoming gifFin dall’inizio scopriamo, quindi, chi sarà questo villain che – a detta di molti – è stato uno dei migliori villain della storia della Marvel. Purtroppo, parlare di miglior villain per la Marvel sembra un po’ esagerato, perché sono pochi i film dello studio in cui possiamo dire che i nemici dei supereroi hanno davvero spaventato a morte il protagonista. Anche questa volta, nonostante Michael Keaton sia stato particolarmente valido nel mettere in scena il suo persnaggio, Avvoltoio è stato abbastanza sottovalutato. Ha avuto pochissimo spazio per esplodere e dimostrare tutta la sua malvagità. C’è così poco confronto tra quest’ultimo e Spider-Man, che la scena del combattimento è risultata – agli occhi degli spettatori – quasi inutile, senza alcun filo logico e troppo sbrigativa.

Tornando alla trama e al presente (ai fatti, cioè, nati durante Civil War), troviamo un quindicenne Peter Parker che – emozionato come un bambino per l’impresa che dovrà affrontare da lì a breve – decide di riprendere tutto con il suo cellulare, così da tenere un ricordo di quell’evento così megagalattico. Una volta affrontato Captain America nella guerra civile tra quest’ultimo e Iron Man, Peter tenta di dimostrare il suo valore come supereroe, salvando vecchiette, sventrando piccoli furti e cercando di scoprire chi si nasconde dietro alla vendita di armi illegali.

Nel cercare di aiutare la sua città, però, il giovane Peter non fa altro che combinare casini, suscitando anche l’ira del suo mentore – Tony Stark – che gli intima più volte di “rimanere con i piedi per terra”. Il ragazzino però non ci riesce e, anche mettendosi in forti guai, prova a sconfiggere l’Avvoltoio e la sua malvagità.

Quello di Tom Holland è forse il miglior Peter Parker mai visto fino ad ora. Egli è riuscito a prendere l’essenza di Peter Parker – il ragazzino sfigato – trasportandola completamente anche in Spider-Man.Risultati immagini per spiderman homecoming gif

Ciò che vediamo non è un ragazzo sicuro di sé che, attraverso il costume, riesce ad essere ciò che nella vita reale non è mai stato. Quello che ci si presenta sul grande schermo è un ragazzo di quindici anni, insicuro, morso da un ragno e alle prese con qualcosa più grande di lui. Un ragazzo, Peter, che si mostra forte e sicuro come un adulto, senza però riuscirci fino in fondo: quando indossa il costume, Peter non diventa Spider-Man, ma resta Peter con un costume. Mi è piaciuta particolarmente questa idea di rendere Peter così incerto sul da farsi: mostrano fino in fondo la sua età, dimostrando però che davvero tutti possono essere supereroi, tutti possono cambiare il mondo.

Spider-Man e il suo mentore, Tony Stark

Risultati immagini per spiderman homecoming gifPeter avrebbe creato tantissimi danni se non ci fosse stato con lui Tony Stark.

“Eh, va beh, ma è Spider-Man, mica Iron Man 4?” hanno detto molte persone durante tutto il periodo di produzione del film. Vi assicuro, però, che di Iron Man vedrete solo lo stretto necessario. Tony entrerà in scena solo quando ce ne sarà bisogno, nei momenti di profonda crisi per il ragazzo. Credo di aver visto, per la prima volta, un Tony meno egocentrico, che pensa realmente al bene di Peter: un mentore capace di essere duro e buono quando serve.

Per quanto riguarda i personaggi di contorno, essi sono poco approfonditi, tanto da poter essere dimenticati da un giorno all’altro. D’altra parte però, c’è stato il protagonista che è riuscito a mantenere alto il livello del supereroe, tenendo testa al ricordo del vecchio Spider-man, quello di Tobey Maguire che, nonostante non fosse il miglior Spider-Man, i fan ancora lo ricordano con affetto.

Tutto sommato Spider-Man: Homecoming è un film bello e sicuramente fatto bene (Jon Watts alla regia è stata una venatata di aria fresca), ma da cui mi aspettavo di più. Non giudico la fotografia, il montaggio o i colori, perché non c’è nessuna critica su questi aspetti. Ciò che mi ha deluso è stata le sceneggiatura: Spider-Man è, in fondo, un perfetto film per adolescenti, divertente e con battute in perfetto stile Marvel. Molto lento nella prima parte, con una lotta con il nemico quasi inesistente e con un finale capace di farti rivalutare tutto il film. Tanta pubblicità fa male, ne sono sempre stata convinta e le alte aspettative molto spesso non giovano ai prodotti finali.

Spider-Man: Homecoming è stato promosso, superando di poco la sufficienza: ringraziate Tom Holland per questo.

Regia: ⭐⭐⭐⭐
Sceneggiatura: ⭐⭐
Recitazione: ⭐⭐⭐
Emozione: ⭐⭐⭐
Voto finale: 3

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