Recensione: Jobs

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È la prima volta che vedo un film tratto da una storia vera e non penso “Che grande uomo che è stato” bensì “Che grande uomo di merda che è stato“.

Sto parlando del film Jobs, che parla della vita del fondatore dell’Apple, Steve Jobs.

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Non fraintendete le mie parole, non sto criticando Steve Jobs dal punto di vista lavorativo, perché sappiamo che l’Apple ha fatto la storia e su questo non potrei mai discutere, ma dal punto di vista umano il “grande” Jobs era un uomo davvero piccolo.

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Il film inizia con Steve Jobs che nel 2001 presenta a una riunione dello staff Apple un prodotto che rivoluzionerà il modo di ascoltare la musica: l’iPod. Tutto poi viene portato ai primi Anni ’70, quando Jobs è un giovane studente non refrattario all’uso di allucinogeni e alle esperienze mistiche in India ma anche dotato di un grande abilità nel trattare affari unito ad una sorta di sesto senso per intuire quali sono i progetti realmente innovativi in ambito informatico. A partire dallo sviluppo di un videogioco richiesto dalla Atari e realizzato grazie alla fondamentale collaborazione dell’amico d’infanzia Steve Wozniak, ha inizio la sua straordinaria carriera che viene seguita fino al 1994. (MYmovies)

Vedendo il trailer del film e non conoscendo la storia ho subito pensato che questo film mi sarebbe piaciuto un casino, perché un genio come Steve Jobs deve essere preso come riferimento ed ero molto entusiasta all’idea di dover vedere il film.

Quando poi l’ho visto, ho capito che tutto quel grande uomo che noi conoscevamo a livello lavorativo, si è rivelato un uomo che pur di raggiungere il proprio obiettivo non si è fatto degli scrupoli ad abbandonare i suoi amici più cari o addirittura la figlia.

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Il film è stato fatto davvero bene e ho apprezzato l’alternanza tra vita privata e vita lavorativa. Hanno messo in mostra le luci e le ombre di quest’uomo che ha rivoluzionato la tecnologia dei computer prima e dei cellulari dopo. Un uomo che, diciamocela, ha fatto la storia.

Non riesco a trovare qualcosa di negativo nel film perché è stato fatto davvero bene e non c’è stato alcun momento di noia, anzi mi ha coinvolto fin dai primi minuti e alla fine, nel discorso finale di Jobs per un attimo ho dimenticato della sua vita privata e ho pensato che nonostante tutto, lui verrà ricordato per sempre e non perché non ha voluto riconoscere la figlia o per tutto quello che ha fatto, ma perché ha creato prodotti che poi tutti hanno copiato, quegli stessi prodotti di cui oggi non riusciamo proprio a farne a meno.

Dedicato ai folli. Agli anticonformisti. Ai ribelli. Ai piantagrane. A quelli che non si arrendono d’avanti all’evidenza. A quelli che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro, glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli. Perché loro cambiano le cose, loro fanno progredire l’umanità e mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio, perché solo quelli che sono abbastanza folli da pensare di cambiare il mondo, lo cambiano veramente

Ecco ciò che ho preferito. Questa scena non solo è toccante, ma invita i giovani come noi a non arrendersi e a non dare importanza a ciò che gli altri pensano di noi, perché in un modo o nell’altro parleranno sempre, tanto vale continuare per la propria strada e raggiungere i nostri sogni.

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Il genio di Steve Jobs è stato interpretato da Ashton Kutcher, che ha interpretato questo personaggio alla grande. È riuscito a farsi amare e odiare allo stesso tempo. Altri attori che hanno contribuito a rendere questo film un piccolo capolavoro sono: Dermot Mulroney, Josh Gad, J.K Simmons e tanti tanti altri.

Per quanto riguarda il doppiaggio, invece, dobbiamo ringraziare per il discorso finale e tutti i dialoghi italiani Carlo Valli e Cristina Giachero. La voce di Jobs è quella di Gianfranco Miranda, che per la prima volta presta la voce a questo attore, e devo dire che il risultato non mi è dispiaciuto. Ashton ormai è un uomo e avere una voce italiana così adulta è stata un’ottima scelta. Altri doppiatori che hanno fatto parte del film sono stati: Nanni Baldini, Simone D’Andrea, Massimo Rossi, Alessio Cigliano, Cristina Giachero, e tanti altri.

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Un film che consiglio vivamente e che spero vi piaccia quanto è piaciuto a me.

Baci, Maria.

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