Rachel: recensione del film con Sam Claflin e Rachel Weisz

Posted on Posted in Film

Rachel, diretto da Roger Michell e con Sam Claflin e Rachel Weisz, è un film tratto dall’omonimo romanzo del 1952 di Daphne du Maurier. Prima di vedere questo film, io non conoscevo assolutamente il romanzo, quindi non mi sono fatta influenzare da possibili inesattezze della trama e quant’altro, ma mi sono concentrata solo e soltanto sulla pellicola.

Apre il film la voce fuori campo di Sam Claflin che introduce la prima parte della storia, spiegando che Philip – il suo personaggio – è stato adottato dal cugino Ambrose dopo la tragica morte dei suoi genitori. Col passare degli anni purtroppo però, Ambrose si ammala ed è costretto a recarsi in Italia per cercare di stare meglio. Qui incontra Rachel, una loro cugina metà italiana e metà inglese, che conquista cuore di Ambrose. Nelle epistole tra i due cugini, la donna viene sempre descritta come bellissima e dolce.

Le lettere di Ambrose poi però cambiano registro: dopo il matrimonio di Ambrose e Rachel, quest’ultima viene descritta come una donna egoista e odiosa. Philip quindi, senza neanche conoscere sua cugina, si promette di odiarla per sempre. Alla morte di Ambrose, però Rachel raggiunge Philip in Inghilterra, costretto a vivere sotto lo stesso tetto della donna che odia. I due in realtà si conoscono a fondo e Philip capisce che Rachel non era poi davvero la donna spaventosa descritta da suo cugino.

Ammetto che la parte iniziale del film mi è piaciuta, almeno fino a quando Rachel non è comparsa sulla scena. Il breve e intenso excursus, fatto di lettere e rapporti tra Philip e Ambrose ha permesso allo spettatore di conoscere la storia iniziale in breve tempo, ma con la giusta intensità. Purtroppo poi questa velocità non è cessata, anzi anche quando Rachel è stata presentata, la storia è stata abbastanza veloce, rompendo un po’ quell’atmosfera che si era creata nei primi momenti.

Il disinteresse che Philip inizialmente prova verso la cugina dura quanto la vita di una farfalla. Sono poche le scene in cui i due mostrano il loro distacco e la loro diffidenza, poi – nel giro di pochissimi giorni – tutto cambia e Philip cade completamente in balia della donna. My cousin Rachel è la rovinosa e frettolosa storia di un amore non corrisposto, di un amore fatto di interessi, malato e rovinoso.

Il personaggio di Philip è quello di un ragazzo ingenuo, che si fa abbindolare dalla sua prima esperienza, da una donna piú grande Risultati immagini per my cousin rachel gifche prova a conquistarlo con pochi sorrisi e qualche parola di troppo. Rachel è invece una donna calcolatrice, che riesce ad avere ciò che vuole senza il minimo sforzo, che usa la sua bellezza e la sua grazia per i propri interessi.

I due protagonisti spiccano all’interno della pellicola, ma fondamentali sono anche i personaggi di contorno, che – come dei grilli parlanti – provano a portare sulla retta via l’animo turbolento di Philip. Un occhio di riguardo anche per il nostro Pierfrancesco Favino che continua sempre a sorprendere in ogni film internazionale.

Per il resto, Rachel ha una fotografia bellissima, con le riprese del paesaggio luminoso da mozzare il fiato, in netto contrasto con gli animi in subbuglio dei protagonisti e l’oscurità degli interni. Io, innamorata del verde inglese, non ho potuto fare altro che mangiare con gli occhi le scene in cui le distese verdi erano protagoniste.

Un film veloce nello scorrere della trama, probabilmente perché le cose da dire erano tante (ricordo che è tratto da un romano) e la durata non permetteva di raccontare tutto e subito. Un film che in fin dei conti non mi è dispiaciuto, ma che non credo possa essere considerato uno dei piú memorabili di Sam Claflin.

Regia: ⭐⭐
Sceneggiatura: ⭐⭐
Recitazione: ⭐⭐⭐
Emozione: ⭐⭐⭐
Voto finale: 2,5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*