L’ora più buia: recensione del film con Gary Oldman

Posted on Posted in Film

Manca sempre meno al 4 marzo e no, non per le elezioni. Il 4 Marzo, per noi cinefili, è importante anche e soprattutto per la notte degli Oscar, dove saranno decretati i migliori attori/film e tutto ciò che riguarda il mondo del cinema. A fine gennaio abbiamo scoperto quali sarebbero stati i film candidati agli Oscar e molti dei quali hanno avuto anche la possibilità di essere scelti in più categorie, come La forma dell’acqua (13 candidature, non so se mi spiego) e L’ora più buia, con le sue 6 candidature. Oggi voglio parlarvi proprio di quest’ultimo film.

L’ora più buia è stato diretto da Joe Wright e ha, nel ruolo del protagonista Winston Churchill, Gary Oldman (attore fantastico e poliedrico, che io ho conosciuto e di cui mi sono innamorata grazie ad Harry Potter). Il film racconta la storia di questa forte personalità inglese, durante il maggio del 1940, quando Churchill diventa primo ministro inglese ed è costretto a prendere le redini dell’Inghilterra per spingere l’Isola verso la vittoria, evitando la sua disfatta a causa delle forze naziste.

In solo due ore di pellicola, Joe Wright – con la sua regia di spessore, all’altezza del personaggio che ha voluto dipingere in questa sua opera – è riuscito a mettere in scena il disagio inglese, la poca collaborazione del governo e della sua opposizione e la figura di Churchill che spicca in mezzo a questo sconforto e sentimento di sconfitta.

Winston Churchill, tra l’altro, non poteva richiedere attore migliore se non Gary Oldman. L’attore che io conosco da ormai quattordici anni continua a sorprendermi ogni volta. In L’ora più buia è stato praticamente irriconoscibile e la somiglianza con il ministro era impressionante. In altre recensioni ho letto che “Gary Oldman non impersona Winston Churchill, lui è Churchill” e mai frase fu più giusta. L’attore è riuscito a impersonare ogni piccola sfumatura di questa complessa personalità: duro con chi gli metteva i bastoni tra le ruote, dolce con la sua famiglia, ancora innamorato di sua moglie, sensibile con chi aveva fiducia in lui. Churchill era tutto questo e ora – grazie a Gary Oldman – anche noi, che non abbiamo mai avuto modo di conoscere il ministro se non attraverso i libri di storia, possiamo dire di averlo conosciuto e visto in azione.

L’ora più buia è un film meraviglioso e Gary Oldman è – lo ripeterò mille e mille volte – perfetto. Non so se questa sua interpretazione basterà per avere l’Oscar (ricordo che c’è in lista anche Timothée Chalamet (Chiamami col tuo nome), che pare sia il favorito al momento), ma so che è bastata per conquistare tutti i cuori di tutti i cinefili del mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*