l'arte di essere fragili

L’arte di essere fragili: recensione del libro di Alessandro D’Avenia

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Caro Alessandro,

Per favore, permettimi di darti del tu in questa recensione. Ho letto in pochissimo tempo il tuo ultimo libro, L’arte di essere fragili, e ora non riesco a trovare le parole adatte per descrivere il viaggio intrapreso attraverso le tue parole e quello di uno dei miei autori preferiti.

Ho deciso di rivolgermi a te così come tu ti sei rivolto a Giacomo Leopardi, nel tuo libro. catturaNon è semplice scrivere la recensione di un libro che è piaciuto. Sono così tante le parole che vorticano nella mia testa, da sembrare tutte futili, inutili. Libri come questo sono impossibili da descrivere, perché ti lasciano così tanto nel cuore, ti arricchiscono così intensamente, che condividere quelle emozioni sembra quasi un sacrilegio. Io ci proverò comunque, Alessandro. Spiegherò ai miei lettori quante emozioni susciti questo tuo lavoro, così che si convincano che vale davvero la pena leggerti e, attraverso te, leggere Leopardi.

Vedi, quello che mi è piaciuto de L’arte di Essere Fragili è il modo in cui sei riuscito ad avvicinare il tuo Giacomo al nostro mondo, alla nostra epoca e a ognuno di noi singolarmente. Fino ad ora Leopardi era solo il poeta sfigato, l’emblema del “mai ‘na gioia” come noi giovani siamo soliti definirlo. Tu ce lo hai mostrato sotto una luce diversa, ci hai fatto vedere un ragazzo prima di un poeta. Un ragazzo pieno di vita, che ha avuto il coraggio di scappare da quella stessa vita che ormai gli stava stretta.

catturaCaro Alessandro, tu sei riuscito a vedere in me, (e sono sicura che valga anche per tanti altri che hanno letto il libro) solo attraverso uno scritto, la “rosa nel mio seme”, quella stessa rosa che neanche io riuscivo a scorgere e che tu mi hai fatto riscoprire. Le domande che ti poni e che, di conseguenza, poni a noi, non hanno soluzioni semplici, perché è la vita a non essere semplice e non bisogna sottovalutarla o minimizzarla come spesso facciamo. Attraverso le fasi della vita e con l’aiuto del tuo Giacomo, però, ci hai dato la possibilità di scovare dentro il nostro cuore e scoprire quello che da soli non avremmo mai potuto trovare, semplicemente perché non siamo coraggiosi abbastanza da scoprirci a fondo e mostrare agli altri la nostra fragilità, che non sempre è un male.

Il confronto con i ragazzi che ogni giorno ti scrivono lettere e la loro somiglianza con i disagi di Leopardi hanno reso quest’ultimo e, di conseguenza, il tuo libro più veri. Ancora una volta hai messo su carta la realtà, quello che viviamo: disagi, gioie, paure e altre mille emozioni. Hai dato vita a un libro bellissimo, che ti lascia nel cuore troppe emozioni e che riaccende, in chi legge, quel fuoco della vita, assopito dai tanti ostacoli che ogni giorno la vita ci pone.

Grazie, Alessandro, per L’arte di Essere Fragili. Grazie per avermi fatto scontrare con i mostri della mia vita. Grazie perché è con te se ho apprezzato ancor di più Giacomo Leopardi.

In attesa di vederti sul palco per la versione teatrale del tuo libro, ti saluto.

Ciao, Alessanro.

Tua, Maria.

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