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L’altra Grace: recensione della mini-serie Netflix con Sarah Gadon

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Dopo aver finito la seconda stagione di Tredici, mi sono fatta convincere da Netflix e da un’altra sua serie (in questo caso mini-serie). Alias Grace (in italiano L’altra Grace) è una serie tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood, che a sua volta si è ispirata alla storia vera di Grace Marks. La protagonista della serie è interpretata da una scoperta, Sarah Gadon, che abbiamo già visto in The Amazing Spider-Man 2 o La ragazza del dipinto. Un’attrice che ha espresso le sue doti attoriali in una serie tv in cui tutto il peso della riuscita verteva nei suoi occhi di ghiaccio, nella sua espressione facciale e nei suoi comportamenti, ambigui e ingannevoli.

La storia raccontata è quella di Grace Marks, una donna di ormai 30 anni, che da 15 è rinchiusa in un penitenziario, accusata dell’omicidio del suo padrone di casa e della sua governante, nonché concubina. Purtroppo però la protagonista ricorda davvero poco di quel momento. I giorni, anzi gli anni precedenti e successivi a quel tragico evento sono vivi nella sua mente, ma il momento della morte di Nancy Montgomery e del padrone Thomas Kinnear è per Grace buio totale. Dopo essere stata accusata di omicidio, condannata a morte e in seguito all’ergastolo, Grace viene sottoposta a ogni tipo di cura pur di farle recuperare la memoria, che potrebbe determinare la sua colpevolezza o la sua innocenza. Dopo averne provate di tutte, viene chiamato il dottor Simon Jordan, uno psichiatra che dovrà arrivare lì dove gli altri non ci sono riusciti: dovrà far recuperare la memoria di Grace e venire a capo di questo misterioso enigma.

La storia è articolata in soli 6 episodi, ma gestiti nel miglior modo possibile, così da non perdere neanche un minuto di quelli che avevano a disposizione. Fin dal primo episodio l’interesse si amplifica e passare da “va beh, vedrò un solo episodio per provare” a “oh mio dio! Cosa sta succedendo, voglio vedere tutta la serie entro questa sera” è davvero un attimo. Gli episodi si mangiano letteralmente come la pizza più buona di Napoli. La storia di Grace – per quanto possa essere vera, e per certi versi da alcuni anche conosciuta – intriga e porta lo spettatore a interessarsi a quello che la protagonista ha intenzione di dire e a quello che vuole tenere nascosto.

l'altra grace

Grace è senza dubbio un enigma ed è difficile comporre il puzzle della sua stessa vita. Molto spesso nel suo racconto al dottor Jordan, ella tende a nascondere delle cose, e questo induce chi vede la serie a non credere a tutto quello che dice la protagonista. Quindi questo insinua sempre un dubbio nello spettatore: siamo così sicuri che Grace sia innocente o in realtà mente così bene da ingannare tutti? Il pubblico, così come gli stessi personaggi della serie, si dividono in due parti: ci sono quelli che le credono incondizionatamente, facendosi anche ammaliare dal suo sguardo innocente e dalla sua pelle di porcellana; ci sono poi quelli convinti che Grace sia in realtà responsabile di tutto, interpretando quello sguardo come quello freddo di  un’assassina e il suo sorriso decisamente ambiguo.

Sarah Gadon è il fiore all’occhiello di questa serie, una rivelazione per me che fino ad ora l’avevo vista solo in piccoli ruoli che non avevano potuto far esprimere appieno la sua bravura. Un’attrice che è riuscita a interpretare un personaggio in varie fasi della sua vita, in cui le è capitato di tutto. Dal suo sguardo, dai suoi gesti e dalle sue parole si percepivano tutta la sofferenza o la freddezza di una donna che nel tempo ha dovuto nascondere se stessa per proteggersi, per non peggiorare ancora di più la situazione in cui si trovava.

Vi consiglio di vedere L’altra Grace se avete bisogno di una serie che vi faccia tornare la voglia di vedere qualcosa e rimanere incollati alla tv. Ve la consiglio se vi piace l’ambientazione ottocentesca. Ve la consiglio se avete nostalgia di Chuck e vi manca Zachary Levi e non riuscita ad aspettare che esca Shazam! per vederlo in scena. Ve la consiglio perché sono sicura vi piacerà.

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