Domino Letterario: Le Città Invisibili di Italo Calvino

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Il primo libro del 2017 che recensisco è per il domino letterario (di Dicembre). Per questo mese noi del gruppo *Domino Letterario* avevamo un tema da rispettare: libri del ‘900 o Fantasy. Ho scelto di recensire il libro di Italo Calvino, Le Città invisibili, collegandomi a Marta di Voglio essere sommersa dai libri per la presenza di case sulla copertina.

le città invisibiliTitolo: Le città invisibili

Autore: Italo Calvino

Pagine: 176

Trama: Città reali scomposte e trasformate in chiave onirica, e città simboliche e surreali che diventano archetipi moderni in un testo narrativo che raggiunge i vertici della poeticità.

Recensione Le Città Invisibili

Fin dalle scuole superiori, quando la professoressa di italiano ci costrinse a leggere Il Barone Rampante, non sono stata una fan di questo autore, che ho trovato pesante nella lettura e a tratti anche noioso. Ora, per l’esame di letteratura ho da studiare l’intera bibliografia e poetica di Italo Calvino, vi lascio immaginare, quindi, quanto io sia contenta di affrontare questo esame.

Tralasciando però i miei drammi universitari, leggendo questo libro ero partita prevenuta, pensando che non mi sarebbe piaciuto, così come non mi sono piaciuti Il Barone Rampante e Collezioni di Sabbia. Invece devo dire che questo libro mi ha sorpreso positivamente.

Le parti che fanno da cornice a tutto il libro, dove Marco Polo e Kublai Kan interagiscono, descrivendo e commentando le città visitate dal veneziano, mi hanno condotto sempre di più verso il centro del libro, dove si trovavano queste città fantastiche, ricche di elementi fiabeschi e che lasciavano viaggiare la mente verso luoghi sconosciuti, fatti di case che crescevano una all’interno dell’altra, con abitanti strani e più unici che rari.

Sembra che Calvino voglia descrivere città fantastiche, quando in realtà in ogni capitolo racconta la realtà, quello che la nostra società vive giorno per giorno e quello che le nostre città rappresentano.

“È l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme e i due modi per non soffrirne sono: Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”

È proprio con la fine del libro che Calvino spiega che l’individuo vive una lotta con se stesso, costretto ad adeguarsi alle regole della realtà o capace di non conformarsi alle regole della società. Scegliendo questa seconda strada potrà essere diverso, ma allo stesso tempo potrà sentirsi un po’ più libero dall’Inferno che gli consuma l’anima.

Attraverso le Città, quindi, Calvino vuole analizzare la società del suo tempo e di conseguenza anche quella attuale, città così lontane e fantastiche, eppure così vicine. Città riunite in categorie e messe, apparentemente, in ordine sparso. Quelle che più mi sono piaciute sono le Città appartenenti alla categoria Le Città e gli scambi dove, più di tutti, ho trovato dei riferimenti alla nostra società e da cui ho potuto trarre qualche parallelismo con quello che vedo e vivo tutti i giorni.

Un libro che si legge in pochissimo tempo, purtroppo lento in alcuni punti. Si legge velocemente, è vero, ma vale la pena perdere un po’ più di tempo in più per scorgere quei messaggi nascosti che Calvino inserisce man mano che la narrazione si sussegue. Sicuramente un buon libro, che mi ha fatto odiare di meno questo autore.

A Le città invisibili do 4 stelle su 5, perché è riuscito a catturarmi fin da subito e a trasportarmi in nuove città durante la lettura.

4 stelle

Baci, Maria.

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16 thoughts on “Domino Letterario: Le Città Invisibili di Italo Calvino

    1. Sì, questo libro vale la pena di metterlo in wish list. Io lo reputo superiore a Il Barone Rampante, ma forse il mio giudizio non fa testo dato che nutro poca stima per Calvino xD

  1. Sai che io sono del parere completamente opposto, perché amo questo autore. Quindi sono felicissima che questo libro ti sia piaciuto e ti abbia fatto rivalutare almeno un po’ l’autore 🙂

  2. Questo titolo non lo avevo preso in considerazione, diciamo che Calvino non mi fa impazzire ma potrei provare a dargli una nuova occasione

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